Importanza del linguaggio nella visita medica

Effetto placebo del linguaggio del medico durante la visita medica

Ciò che il medico dice, e come lo dice, non sono “neutrali”: è dimostrato che possono avere sia effetto placebo che effetto nocebo.
Sostanzialmente la visita medica in sé ha già un effetto placebo, ma questo può essere rinforzato dalle parole del medico. 
Certe espressioni o modalità linguistiche del medico possono “irritare” il paziente. Sia chiaro, il problema non è che il paziente si irrita, e neanche che potrebbe cambiare medico. 
  • Il vero problema delle frasi sbagliate, come contenuto o come modalità espressiva, è che si riduce l’effetto placebo del rapporto medico paziente, fino a crearsi un effetto nocebo di sfiducia del paziente verso il medico o verso la terapia.
Un paziente convinto di non poter guarire, di non poter migliorare, di non poter combattere efficacemente la sua malattia, crea una sorta di profezia che si auto avvera in quanto non seguirà adeguatamente la terapia prescritta e le indicazioni ricevute.
Esistono però anche modalità linguistiche di rinforzo, che potenziano l’effetto placebo, la fiducia verso il medico, e rafforzano la relazione medico paziente. 
Molte di queste modalità linguistiche derivano dal Milton Model, un sistema linguistico spontaneamente creato da Milton Erickson, uno dei più noti psichiatri del ventesimo secolo, e codificato dai fondatori della PNL.
Nei prossimi articoli vedremo quali frasi possono essere usate dal medico, in quali situazioni e con quali obiettivi, per rafforzare l’effetto placebo.
È un sistema semplice, ci sono numerose prove della sua efficacia, non costa nulla: perché non provare?

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Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.
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