Posizione di compromesso

La programmazione neurolinguistica identifica 4 posizioni percettive: parliamo della terza

Ci sono quattro posizioni percettive, quattro modalità di vedere il mondo in relazione con gli altri. Percorrerle tutte e quattro significa trovare un accordo solidissimo.

  • La prima posizione è detta di forza: si basa sul vedere il mondo dal proprio punto di vista.
  • La seconda posizione è detta di compassione: si basa sul vedere il mondo dal punto di vista dell’altro.

La terza e la quarta posizione esprimono le modalità di interazione e le possibilità di accordo:

  • la terza posizione (noi) è detta posizione di mediazione ed esprime il compromesso
  • la quarta posizione (loro) è detta posizione di apprendimento ed esprime la negoziazione.

Il compromesso indica un accordo in cui ciascuna parte rinuncia a qualcosa per trovare un terreno comune. (definizione da Enciclopedia Treccani).

Quando si cerca il compromesso si dà per scontato che vinca il più forte, chi ha le carte migliori. Ma non basta.

  • Quando anche si raggiunge un compromesso è abbastanza facile aspettarsi che chi vince si senta ancora più forte e presumibilmente prima o poi metta in discussione l’accordo perché sa, o pensa, di poter ottenere ancora qualcosa in più.
  • Dall’altra parte, chi perde farà presto a vivere desiderio di rivalsa o vendetta.

Nella ricerca del compromesso, di solito, entrambe i contendenti vivono in prima posizione, cioè considerano solo il proprio punto di vista e misurano le forze reciproche.

Credo sia chiaro, in base a quello che scrivo, che non ritengo il compromesso la modalità ottimale per risolvere controversie, ma riconosco che a volte è quasi impossibile cercare strade alternative.

O, forse, una possibilità c’è: la negoziazione. Ne parleremo prossimamente.

Autore: Carla Fiorentini 3 febbraio 2026
Non sono solo le liste d’attesa che portano a scegliere la sanità privata.
Autore: Carla Fiorentini 25 gennaio 2026
Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.
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