I nemici della comunicazione
Esistono emozioni che danneggiano la nostra capacità di comunicare: i nemici della comunicazione.
Conoscere le tecniche di comunicazione, qualunque sia la scuola che seguiamo o qualunque sia il testo dove le apprendiamo, o qualunque sia il modo in cui le definiamo, è ritenuto importante (e lo è realmente) per migliorare le nostre relazioni interiori e interpersonali.
Io credo che ci sia anche un altro aspetto, che non va sottovalutato.
Conosco parecchie persone che, in condizioni normali, sono perfettamente in grado di spiegarsi e di ascoltare, parlano un italiano corretto, sono in grado di svolgere appieno il loro lavoro, sono sostanzialmente in pace con loro stessi e sanno relazionarsi correttamente con gli altri.
Poi, quando interviene uno dei nemici, hanno delle debacle terribili.
Una presentazione importante, un esame, un momento di crisi personale, una disgrazia o semplicemente un litigio li rendono inabili ad accedere alle loro capacità.
Ma questi eventi esterni sono solo un riflesso di nemici interiori: i nemici della comunicazione.
Ed è in questi momenti che la conoscenza delle tecniche diventa un supporto indispensabile.
Ormai tutti sappiamo usare un computer, ma solo chi ha una certa confidenza sa come reagire senza farsi prendere dal panico quando il gatto cammina sulla tastiera cancellando tutto ciò che era stato scritto.
La conoscenza delle tecniche e degli strumenti di comunicazione fornisce la confidenza necessaria per far fronte a qualunque emergenza, facendo sì che le competenze acquisite suppliscano autonomamente ed automaticamente alle carenze emotive nelle situazioni di rischio potenziale.
Ma chi sono i principali nemici della comunicazione?
Fondamentalmente quattro. Come i quattro cavalieri dell’apocalisse arrivano di soppiatto e ci creano gravi interferenze, seppure con modalità molto diverse tra loro:
- paura
- ansia
- rabbia
- invidia

Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.






