Bloccati nel percorso: il mago

La gestione delle esperienze difficili. Bloccati nell'archetipo del mago 

Il mago … è un mago. Ed è prima di tutto un grande alchimista: trasforma il piombo dell’esperienza e della sofferenza in oro puro.
Il mago ha tutte le armi per combattere il drago: le ha cercate come viandante, ed ha imparato a maneggiarle come guerriero. E come guerriero era pronto alla battaglia, sicuro di poter vincere. Poi, in un attimo, in un lampo, in un istante di illuminazione e consapevolezza si è accorto che non voleva più combattere il drago, né tantomeno ucciderlo. 
Forse doveva ringraziarlo, perché senza il drago non ci sarebbe stato l’attimo di consapevolezza, senza drago non sarebbe mai diventato un mago potente. 
Non importava più la strada percorsa, il dolore patito: quella consapevolezza rendeva tutto bello, luminoso, importante. Il mago sa che ne valeva la pena. 

Sembrerebbe impossibile rimanere bloccati nel ruolo del mago. O, e forse soprattutto, rimanere bloccati nel ruolo del mago sembrerebbe bellissimo.
Ma non è così. Si rischia anche di rimanere bloccati nell’archetipo del mago. In realtà quando ci si ferma si pensa solo di essere un mago, si assumono alcuni atteggiamenti da mago, ma è una falsa sicurezza. 
Tutto nasce dalla sensazione, bellissima, di serenità che si prova quando da guerriero ci si trasforma in mago. Si vorrebbe dunque mantenere per sempre, assolutamente invariato, quell’attimo di consapevolezza e totale armonia con l’universo, dimenticando che non è potere degli umani, neanche dei maghi, far durare quell’attimo che, se non viene lasciato andare, perde il suo splendore. 

Così si diventa maghetti da fiere di paese, si pensa di poter rapidamente trasformare qualunque drago in oro. Ma, ineluttabilmente, si scopre che non solo non è possibile, ma anche che la trasformazione avviene in tutto il viaggio e che, come hanno detto più volte i Poeti, la ricerca ha più valore del punto di arrivo e della conquista.

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Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.
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