Scuola e Team working: l'obiettivo del gruppo

La scuola e il lavoro di gruppo: alcune riflessioni sul team working in ambiente scolastico e sul ruolo degli obiettivi.

Mi sono lanciata in un tema decisamente ampio! Ma state tranquilli, desidero solo fare alcune considerazioni. E oggi parlerò solo di obiettivi.

Lavoro di gruppo a scuola dovrebbe avere almeno tre significati diversi:

  • collaborazione tra studenti
  • collaborazione tra insegnanti
  • collaborazione tra insegnanti e genitori

Esistono un’infinità di modi per fare team working, e altrettante regole a seconda del gruppo.


Ci sono gruppi che hanno bisogno di un capo, mentre ad altri serve semplicemente un coordinatore, o talvolta un portavoce o altre volte ancora un moderatore per le discussioni, e ci sono gruppi in cui non serve alcuna figura con ruoli particolari.

Ma, per funzionare, tutti i gruppi hanno bisogno di un obiettivo condiviso.


Ovviamente, poi, ciascun partecipante può avere obiettivi personali, ma l’obiettivo condiviso deve essere quello che guida, e nessun obiettivo individuale può essere in contrasto con l’obiettivo del gruppo.

E, ricordate, l’obiettivo condiviso deve essere sempre dichiarato, formalizzato e possibilmente discusso.

Le aziende sono maestre nel creare confusione su questo aspetto. Vengono formalizzati gruppi di lavoro per “stabilire la gestione del progetto XY” e, dopo ore ed ore di riunioni, qualcuno si decide a dichiarare esplicitamente “ma noi non possiamo decidere niente!” Un gruppo per “discutere e proporre” è ben diverso da un gruppo per “stabilire e decidere”!

Inoltre non è raro che, in qualche punto delle discussioni, venga fuori qualcuno che afferma candidamente “ma io avevo capito che dovevamo …”

Quindi, per prima cosa, il mio primo e principale suggerimento è quello di discutere e condividere l’obiettivo, e sincerarsi che ciascuno abbia accettato l’obiettivo esattamente nei termini in cui è stato espresso: i sinonimi possono offrire trabocchetti imprevisti!

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Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.
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