Emozione predominante
C’è, purtroppo, un’emozione che predomina in questo periodo: il disgusto.

Mi riferisco a quanto accade nel mondo. Sono stata triste, arrabbiata, stupita, preoccupata. Ormai sono prevalentemente schifata.
- Sono ben lontana dall’essermi abituata alle fantasie provenienti da quel tizio che usa il potere per giochi economici e di vendetta personale, ma in questo momento non è neanche la cosa più schifosa.
- In Italia siamo in piena campagna elettorale. Manca un anno alle elezioni. Siamo in piena crisi mondiale. Siamo quasi in recessione. Vengono tagliati i fondi per situazioni molto gravi, come l’assistenza ai malati gravi. I giovani se ne vanno. I nostri migliori laureati trovano lavoro all’estero più facilmente e pagato almeno il 30% in più.
Le aziende chiudono.
I politici giocano su come salvare o potenziare i loro interessi.
- A pochi kilometri da noi palestinesi e libanesi vengono ammazzati, e forse molti dei sopravvissuti preferirebbero essere morti.
- Israele uccide e distrugge i coloni, le chiese cristiane, i luoghi sacri per i cristiani. Non protestiamo nemmeno. Anzi: ospitiamo i militari israeliani nei resort in Italia per rilassarsi (uccidere e distruggere è stressante), ma facciamo tutto il possibile per non dover ospitare gli sfollati dalle zone di guerra.
L’altro giorno la signora che viene a farmi le pulizie mi ha raccontato, con giustificato orgoglio, che gli albanesi stanno bloccando grandiosi progetti del genero di Trump in Albania. Progetti che non solo distruggerebbero un territorio protetto, ma cederebbero la sovranità territoriale di quell’area a Israele. Mi ha anche spiegato che progetti simili sono in corso in Puglia. Noi, in Italia, non sappiamo quasi niente e non facciamo niente.
I nostri sovranisti sono interessati ad un’impossibile remigrazione (impossibile nella pratica: basta fare i conti), ma non sono interessati a proteggere il nostro territorio.
Sentirmi richiamare all’amor di Patria da un’albanese mi ha fatto male, e non perché la signora sia albanese.
Basta leggere per qualche giorno le notizie, quelle scritte in piccolo in un angolo del web, e confrontarle con quelle che ci racconta la televisione per capire quanto siamo manipolati.
Noi ci preoccupiamo per l’omicidio di Garlasco (con tutto il rispetto per le persone coinvolte), ma non per quanto potrà accadere nel prossimo futuro.
E, già che ci siamo, non mi interessa uno sconto di qualche centesimo sul carburante (forse perché uso poco la macchina) da ricevere come privato cittadino se non vengono calmierati i prezzi per il trasporto: quei pochi centesimi che risparmio li pagherò, magari moltiplicati, per l’aumento del costo di altre merci.
Trovo anche poco utili le disquisizioni su centrali nucleari che, forse, saranno in funzione tra 20 anni. Vorrei che mi facessero un piano molto concreto su cosa si può fare subito e quanto costa.
Insomma, mi sembra che i governanti stiano raggiungendo il massimo livello possibile di incompetenza. E che il buon senso pratico sia ormai sparito dalla faccia della terra.









