Posizione di apprendimento
La programmazione neurolinguistica identifica 4 posizioni percettive: parliamo della quarta
Ci sono quattro posizioni percettive, quattro modalità di vedere il mondo in relazione con gli altri. Percorrerle tutte e quattro significa trovare un accordo solidissimo.
- La prima posizione è detta di forza: si basa sul vedere il mondo dal proprio punto di vista.
- La seconda posizione è detta di compassione: si basa sul vedere il mondo dal punto di vista dell’altro.
La terza e la quarta posizione esprimono le modalità di interazione e le possibilità di accordo:
- la terza posizione (noi) è detta posizione di mediazione ed esprime il compromesso
- la quarta posizione (loro) è detta posizione di apprendimento ed esprime la negoziazione.
La quarta posizione significa guardare dall’esterno per creare qualcosa di nuovo.
Sia chiaro: negoziare è davvero difficile!
Bisogna riconoscere e superare gli egoismi della posizione di forza, uscire dalla logica del vincere o perdere, andare oltre al compromesso in cui entrambe vincono un po’ e perdono un po’.
Negoziare significa trovare una strada nuova in cui vincono entrambe.
È necessario capire i bisogni profondi dell’altro, e anche riconoscere i propri.
Se ti capita di sentir parlare i grandi diplomatici puoi comprendere meglio cosa significa negoziare: raramente è qualcosa che si improvvisa.
Tuttavia, ribadisco, negoziare è difficile.
Pensiamo a cosa sta accadendo proprio ora: qualcuno dovrebbe, o vorrebbe, negoziare con Trump.
Risulta praticamente impossibile.
- Sembra che il bisogno profondo di Donald sia vincere e che sappia usare solo la prima posizione: quella di forza.
- Ogni tentativo di accordo, però, porta solo ad un aumento della posta, a nuove richieste (a nuove pretese). Non è la vittoria, dunque, quella che cerca!
Leggere The art of deal, il libro di Trump che dovrebbe spiegare come, secondo lui, raggiungere un accordo non aiuta: la realtà delle sue azioni non concorda nemmeno con quello che racconta.
La mia sensazione è che il suo reale bisogno profondo sia quello del conflitto permanente perché solo la conflittualità gli permette di nascondere, anche e soprattutto a se stesso, la pochezza del suo essere.
Ribadisco: negoziare è sempre la scelta migliore, ma è difficile e, talvolta, praticamente impossibile.









