Sai ascoltare?

Cosa significa ascoltare

Ascoltare non è, ovviamente, sinonimo di udire.

Per udire avere l’udito funzionante è condizione necessaria e sufficiente. Per ascoltare no. 

Ad essere onesti, si può persino dire che alcune persone con udito debole sanno ascoltare molto meglio di persone con udito finissimo!

Ascoltare significa mettersi in sintonia, comprendere. Si può quindi ascoltare una persona, o il silenzio, o se stessi.

Oggi siamo abituati ad un ascolto distratto, estremamente superficiale. Abbiamo costanti rumori di fondo, come il traffico, o la televisione, ma anche il chiacchiericcio degli altri. È raro, nel nostro mondo occidentale, trovare il silenzio, al punto che quando lo incontriamo ne siamo un po’ spaventati. E sono anche pochissime le persone con cui riusciamo a rimanere insieme in silenzio senza imbarazzo, o senza frapporre tra noi e loro altri suoni.

Oggi persino i bambini non ascoltano più il ritmo ipnotico e cadenzato delle favole, ma vengono bombardati da film, videogiochi, suoni scoordinati.

Sì, sto estremizzando.

Ma abbiamo perso l’abitudine all’ascolto, e riconquistarla non è immediato come premere un bottone.


Il medico che sa ascoltare si prende cura del paziente. Il medico che non sa ascoltare rischia di diventare un dispensatore di medicinali. E questo non conviene né alla salute di tutti noi, né alla professionalità del medico.

Per ascoltare servono alcuni elementi:

  • fattori fondamentali sono il respiro di chi ascolta e il desiderio di ascoltare, a cui si associa la pazienza
  • poi possono essere identificati numerosi comportamenti, più o meno dettagliati, che facilitano l’ascolto
  • e, infine, può aiutare la conoscenza delle tecniche di comunicazione relative all’ascolto

I risultati possono essere sorprendenti: si scopre una nuova dimensione del mondo e delle persone.

Autore: Carla Fiorentini 3 febbraio 2026
Non sono solo le liste d’attesa che portano a scegliere la sanità privata.
Autore: Carla Fiorentini 1 febbraio 2026
La programmazione neurolinguistica identifica 4 posizioni percettive: parliamo della terza
Autore: Carla Fiorentini 25 gennaio 2026
Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.
Autore: Carla Fiorentini 25 gennaio 2026
Il mondo sta cambiando, e cambierà.
Autore: Carla Fiorentini 21 dicembre 2025
Il Natale è un invito
Autore: Carla Fiorentini 21 dicembre 2025
Trova un’altra sedia e allunga il tavolo
Autore: Carla Fiorentini 14 dicembre 2025
Durante questo 2025 mi sono chiesta più volte se avevo sbagliato qualcosa nell’interpretare l’I Ching per l’anno. Poi mi sono chiesta se c’era qualcosa che non avevo capito.
Autore: Carla Fiorentini 7 dicembre 2025
La comunicazione è cambiata, tanto, negli anni…
Autore: Carla Fiorentini 30 novembre 2025
La programmazione neurolinguistica identifica 4 posizioni percettive: parliamo della seconda
30 novembre 2025
Sanità che cambia
Show More