Il mondo va in frantumi… iniziamo la ricostruzione
Si è svolta ieri sera, 9 maggio, la prima serata del ciclo Gestire le esperienze difficili:

Si è svolta ieri sera, 9 maggio, la prima serata del ciclo Gestire le esperienze difficili: il mio mondo va in frantumi… e io ne costruisco uno migliore. Direi che è andata bene, valutando in base ai commenti dei partecipanti, ma ovviamente se volete un commento vero dovete chiedere a loro, non a me che “raccontavo”.
Quello che posso dire io è che mi piace sempre quando le persone si aprono, quando chi è entrato in aula con aria titubante, magari sedendosi in un angolo perché non conosce nessuno, si apre, commenta, chiede e racconta.
Abbiamo iniziato sulle note di Ti insegnerò a volare, di Guccini e Vecchioni, perché qualunque sia il motivo per cui il mondo va in frantumi, abbiamo la possibilità di ricostruirlo più bello e funzionale
e perché spesso sono proprio i momenti difficili quelli che ci insegnano a volare
e, sì, in una futura serata chiameremo in causa anche Peter Pan.
Abbiamo esaminato dove e quanto il mondo va in pezzi, e ora siamo un po’ più consapevoli del fatto che succede un po’ a tutti: ognuno di noi ha un’esperienza, un dolore, un mondo in pezzi. Ho visto persone interessate, qualche occhio un po’ lucido quando una slide si avvicinava ad un punto dolente, e anche tanta forza e tanta volontà. Per me è stato bello.
Appuntamento al 13 giugno, stesso posto e stessa ora, per iniziare la ricostruzione. Punto di partenza? Quello che molte culture identificano come un elemento fondamentale per la creazione, il linguaggio.

Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.






