Grammatica e Comunicazione
A cosa serve la grammatica? Nella comunicazione serve moltissimo! e non si tratta solo di parlare corretto
Per la mia generazione studiare la grammatica era ovvio.
Poco divertente, certo, ma ovvio.
Poi la lingua italiana ha subito mutazioni: siamo uno dei pochi Paesi in cui i giornalisti, sia quelli della carta stampata sia quelli della TV, usano la lingua italiana secondo i criteri dell’italiano medio, se non peggio.
Leggiamo e sentiamo giornalisti che hanno idee molto vaghe sulle forme verbali, e qualcuno ha un vocabolario che non oso neanche definire limitato.
Fortunatamente non tutti! Però è innegabile che stiamo depauperando la nostra lingua sia di vocaboli che di ricchezza di espressioni.
Innanzi tutto mi dispiace. E poi ciò mi crea un problema.
A me è capitato di definire obiettivi, per me o per persone che lavoravano con me, ed ora, da consulente, mi capita di collaborare con diverse Aziende sia facendo coaching che supportando la definizione di obiettivi.
Ed ora, mettetevi nei miei panni per un momento.
La miglior definizione di come si formula un obiettivo è la seguente:
- “gli obiettivi si scrivono in prima persona singolare, usando l’indicativo presente. Un obiettivo deve essere misurabile, ma non è necessario che lo strumento di misurazione sia indicato nell’obiettivo stesso: può essere una frase a parte. L’obiettivo deve invece contenere la specifica del tempo entro cui deve essere raggiunto.”
Ed è a questo punto che, spesso, penso agli insegnanti delle scuole primarie.
Perché trovo sguardi persi davanti all’espressione “indicativo presente”, e talvolta anche davanti alla dicitura “prima persona singolare”.
Se, poi, in un percorso di coaching mi avventuro a spiegare che l’uso dei verbi modali della frase rispecchia il pensiero di chi mi parla, mi trovo ad essere guardata come una strana strega solo perché la dicitura “verbi modali” potrebbe far parte di una qualunque formula magica.
Posso proseguire spiegando ad un manager che ha difficoltà di dialogo con i suoi dipendenti che spesso è più utile utilizzare un linguaggio metaforico, e che a volte un aforisma o un paradosso sono più chiarificatori di lunghe frasi.
È tutto vero, è tutto dimostrato. Ma come lo spiego a chi non ha mai sentito nominare un paradosso, un aforisma o una metafora?
Certo, mi aiuto con infiniti esempi, e prima o poi mi faccio capire.
Ma non sarebbe più semplice se recuperassimo nella nostra vita e nelle nostre scuole un po’ di grammatica?

Con il termine Milton Model si indica un particolare uso del linguaggio, un vero e proprio modello descritto da Milton Erickson, uno psichiatra considerato il padre dell’ipnosi moderna a scopo terapeutico, nonché il più grande esperto di Ipnoterapia di tutti i tempi. Erickson utilizzava specifiche forme linguistiche la cui conoscenza è particolarmente utile in ogni occasione della vita nella quale si desidera essere convincenti o si voglia difendersi dai meccanismi occulti della pubblicità ed essere consapevoli delle manipolazioni, nostre ed altrui, che orientano le decisioni. Sostanzialmente il Milton Model consiste nell’essere abilmente vaghi: in pratica ci si esprime in modo che chi ascolta possa rintracciare nelle frasi di chi parla qualcosa che lo coinvolge e lo riguarda direttamente, anche se chi parla sa molto poco dell’interlocutore e si limita ad applicare il ricalco e ad usare forme linguistiche studiate ad hoc. Tra le varie tecniche studiate, il Milton Model è quello che più si presta alla manipolazione, se condotto da persone prive di scrupoli, e nella vita quotidiana è spesso possibile rintracciare forme derivanti dal Milton Model nei discorsi dei politici o nelle campagne pubblicitarie. Rimando ad altre sedi per la spiegazione teorica del Milton Model. Ciò che oggi vorrei raccontarvi è come alcune frasi, prese dallo schema del Milton model, possono essere utili per supportare quei pazienti che vediamo dubbiosi, indecisi, demotivati, delusi. Capita spesso che il paziente non esprima dubbi e perplessità al medico, ma venga poi a “sfogarsi” in farmacia. In questi casi non possiamo né entrare nel merito della terapia, né fornire alternative, ma non possiamo neanche liquidarli dicendo “ faccia quello che le ha detto il medico ”. E allora la soluzione sta proprio in frasi vaghe, ma incoraggianti, che possono quasi sembrare banali, ma di cui molte ricerche hanno comprovato l’efficacia. Basta davvero poco per aiutarli a recuperare fiducia nelle terapie prescritte dal medico! Ecco alcuni esempi e la definizione tecnica del tipo di frase suggerita Collegamento temporale: Mentre prosegue la terapia farmacologica, cambia anche lo stile di vita Progressione : Più segue la terapia, più risulterà facile adeguarsi allo schema terapeutico Aneddoto : Ricordo un cliente che faceva il suo stesso trattamento, ha ottenuto ottimi risultati Comando incastrato: Chi ha seguito questa terapia correttamente ha avuto ottimi risultat i Lettura del pensiero: Lei si starà sicuramente chiedendo se la terapia è efficace: assolutamente sì ! Lettura del pensiero: Vedo già che si sente meglio Cancellazione : Dall’ultima visita la trovo molto migliorato Cancellazione : Mi dicono che la cura sia molto efficace Nominalizzazione : Trarrà sicuramente beneficio dalla terapia imposta ta

Con il termine Milton Model si indica un particolare uso del linguaggio, un vero e proprio modello descritto da Milton Erickson, uno psichiatra considerato il padre dell’ipnosi moderna a scopo terapeutico, nonché il più grande esperto di Ipnoterapia di tutti i tempi. Erickson utilizzava specifiche forme linguistiche, spesso in forma di domanda, la cui conoscenza è particolarmente utile in ogni occasione della vita nella quale si desidera essere convincenti o si voglia difendersi dai meccanismi occulti della pubblicità ed essere consapevoli delle manipolazioni, nostre ed altrui, che orientano le decisioni. Sostanzialmente il Milton Model consiste nell’essere abilmente vaghi: in pratica ci si esprime in modo che chi ascolta possa rintracciare nelle frasi di chi parla qualcosa che lo coinvolge e lo riguarda direttamente, anche se chi parla sa molto poco dell’interlocutore e si limita ad applicare il ricalco e ad usare forme linguistiche studiate ad hoc. Tra le varie tecniche studiate, il Milton Model è quello che più si presta alla manipolazione, se condotto da persone prive di scrupoli, e nella vita quotidiana è spesso possibile rintracciare forme derivanti dal Milton Model nei discorsi dei politici o nelle campagne pubblicitarie. Rimando ad altre sedi per la spiegazione teorica del Milton Model. Ciò che oggi vorrei raccontarvi è come alcune frasi, prese dallo schema del Milton model, possono essere utili per supportare quei pazienti che vediamo dubbiosi, indecisi, demotivati, delusi. Capita spesso che il paziente, pur non esprimendo dubbi o perplessità in maniera chiara, si mostri dubbioso, o sia chiaramente bisognoso di incoraggiamento. E allora la soluzione sta proprio in frasi vaghe, ma incoraggianti, che possono quasi sembrare banali, ma di cui molte ricerche hanno comprovato l’efficacia. Collegamento temporale: Mentre prosegue la terapia farmacologica, cambia anche lo stile di vita Progressione : Più segue la terapia, più risulterà facile adeguarsi allo schema terapeutico Aneddoto : Ricordo un paziente che faceva il suo stesso trattamento, ha ottenuto ottimi risultati Comando incastrato: Chi ha seguito questa terapia correttamente ha avuto ottimi risultati Lettura del pensiero : Lei si starà sicuramente chiedendo se la terapia è efficace: assolutamente sì! Lettura del pensiero : Vedo già che si sente meglio Cancellazione : Dall’ultima visita la trovo molto migliorato Cancellazione : Mi dicono che la cura sia molto efficace Nominalizzazione : Trarrà sicuramente beneficio dalla terapia impostata La parte di teoria è abbastanza semplice, ma poi è l'abilità del medico a scegliere la frase adeguata a qullo specifico paziente in quel particolare momento







