Gli alibi
Gli alibi servono solo per dimostrare che non eravate sul luogo del delitto

Un alibi è la dimostrazione di non essere presenti in un dato luogo in una data ora.
Solo questo. Gli alibi servono dal punto di vista legale.
In genere, sono davvero poche le occasioni in cui si ha bisogno di un alibi.
Eppure usiamo alibi costantemente per offrire agli altri, ma soprattutto a noi stessi, buone motivazioni per non fare una qualsiasi cosa.
Chiariamoci: come possono dirvi tutti i miei familiari, io sono considerata una persona pigra. E per di più, difendo accanitamente la mia pigrizia.
Quindi questo articolo non vuole assolutamente essere uno stimolo interventista, per fare o affrontare qualunque cosa subito.
Tutt’altro!
Durante la mia infanzia sono stata “invitata” più di quanto comunemente avviene a fare cose, correggere difetti, adeguarmi a ciò che gli altri desideravano che fossi. Salvo eccezioni (purtroppo presenti raramente) le persone che avevo attorno avevano un’idea ben precisa della figlia, sorella, studentessa ideale, e insistevano perché mi ci adeguassi, e non avevano alcun interesse a ciò che io desideravo essere o fare, opinione che veniva ritenuta superflua o sbagliata.
Un atteggiamento del genere non è, purtroppo, raro, ma continua ad essere molto fastidioso.
Per molti anni ho cercato di adeguarmi, ovviamente con scarsi successi, o di opporre alibi alle loro volontà.Peccato che gli alibi, anche quando erano ben costruiti, credibili, e avevano successo, generavano in me una sorta di senso di colpa, e comunque richiedevano una fatica immane (a costruirli, a sostenerli).
E poi gli alibi, anche se li abbiamo determinati noi stessi, danno vita a costanti sensazioni di fallimento.
Perché quando cominciamo a dirci, e a dire, “vorrei ma non posso”, qualunque sia il motivo per cui non posso, significa affermare che non siamo capaci, non siamo in grado, abbiamo fallito.
Fallimento e senso di colpa sono un’abbinata ottimale per essere infelici.
Finché un giorno ho cominciato a dire “potrei, ma non voglio”, e il mio mondo è cambiato.
Gli alibi non servono, serve invece la consapevolezza.
Ovviamente ci sono persone con cui non vogliamo essere brutali, ci sono situazioni in cui è bene dichiarare qualche alibi, ma bisogna costruirli bene, non crederci.
Esistono modi gentili per dire di no agli altri, ma l’apparente gentilezza di trovare scuse con noi stessi in realtà si paga a caro prezzo.

Con il termine Milton Model si indica un particolare uso del linguaggio, un vero e proprio modello descritto da Milton Erickson, uno psichiatra considerato il padre dell’ipnosi moderna a scopo terapeutico, nonché il più grande esperto di Ipnoterapia di tutti i tempi. Erickson utilizzava specifiche forme linguistiche la cui conoscenza è particolarmente utile in ogni occasione della vita nella quale si desidera essere convincenti o si voglia difendersi dai meccanismi occulti della pubblicità ed essere consapevoli delle manipolazioni, nostre ed altrui, che orientano le decisioni. Sostanzialmente il Milton Model consiste nell’essere abilmente vaghi: in pratica ci si esprime in modo che chi ascolta possa rintracciare nelle frasi di chi parla qualcosa che lo coinvolge e lo riguarda direttamente, anche se chi parla sa molto poco dell’interlocutore e si limita ad applicare il ricalco e ad usare forme linguistiche studiate ad hoc. Tra le varie tecniche studiate, il Milton Model è quello che più si presta alla manipolazione, se condotto da persone prive di scrupoli, e nella vita quotidiana è spesso possibile rintracciare forme derivanti dal Milton Model nei discorsi dei politici o nelle campagne pubblicitarie. Rimando ad altre sedi per la spiegazione teorica del Milton Model. Ciò che oggi vorrei raccontarvi è come alcune frasi, prese dallo schema del Milton model, possono essere utili per supportare quei pazienti che vediamo dubbiosi, indecisi, demotivati, delusi. Capita spesso che il paziente non esprima dubbi e perplessità al medico, ma venga poi a “sfogarsi” in farmacia. In questi casi non possiamo né entrare nel merito della terapia, né fornire alternative, ma non possiamo neanche liquidarli dicendo “ faccia quello che le ha detto il medico ”. E allora la soluzione sta proprio in frasi vaghe, ma incoraggianti, che possono quasi sembrare banali, ma di cui molte ricerche hanno comprovato l’efficacia. Basta davvero poco per aiutarli a recuperare fiducia nelle terapie prescritte dal medico! Ecco alcuni esempi e la definizione tecnica del tipo di frase suggerita Collegamento temporale: Mentre prosegue la terapia farmacologica, cambia anche lo stile di vita Progressione : Più segue la terapia, più risulterà facile adeguarsi allo schema terapeutico Aneddoto : Ricordo un cliente che faceva il suo stesso trattamento, ha ottenuto ottimi risultati Comando incastrato: Chi ha seguito questa terapia correttamente ha avuto ottimi risultat i Lettura del pensiero: Lei si starà sicuramente chiedendo se la terapia è efficace: assolutamente sì ! Lettura del pensiero: Vedo già che si sente meglio Cancellazione : Dall’ultima visita la trovo molto migliorato Cancellazione : Mi dicono che la cura sia molto efficace Nominalizzazione : Trarrà sicuramente beneficio dalla terapia imposta ta

Con il termine Milton Model si indica un particolare uso del linguaggio, un vero e proprio modello descritto da Milton Erickson, uno psichiatra considerato il padre dell’ipnosi moderna a scopo terapeutico, nonché il più grande esperto di Ipnoterapia di tutti i tempi. Erickson utilizzava specifiche forme linguistiche, spesso in forma di domanda, la cui conoscenza è particolarmente utile in ogni occasione della vita nella quale si desidera essere convincenti o si voglia difendersi dai meccanismi occulti della pubblicità ed essere consapevoli delle manipolazioni, nostre ed altrui, che orientano le decisioni. Sostanzialmente il Milton Model consiste nell’essere abilmente vaghi: in pratica ci si esprime in modo che chi ascolta possa rintracciare nelle frasi di chi parla qualcosa che lo coinvolge e lo riguarda direttamente, anche se chi parla sa molto poco dell’interlocutore e si limita ad applicare il ricalco e ad usare forme linguistiche studiate ad hoc. Tra le varie tecniche studiate, il Milton Model è quello che più si presta alla manipolazione, se condotto da persone prive di scrupoli, e nella vita quotidiana è spesso possibile rintracciare forme derivanti dal Milton Model nei discorsi dei politici o nelle campagne pubblicitarie. Rimando ad altre sedi per la spiegazione teorica del Milton Model. Ciò che oggi vorrei raccontarvi è come alcune frasi, prese dallo schema del Milton model, possono essere utili per supportare quei pazienti che vediamo dubbiosi, indecisi, demotivati, delusi. Capita spesso che il paziente, pur non esprimendo dubbi o perplessità in maniera chiara, si mostri dubbioso, o sia chiaramente bisognoso di incoraggiamento. E allora la soluzione sta proprio in frasi vaghe, ma incoraggianti, che possono quasi sembrare banali, ma di cui molte ricerche hanno comprovato l’efficacia. Collegamento temporale: Mentre prosegue la terapia farmacologica, cambia anche lo stile di vita Progressione : Più segue la terapia, più risulterà facile adeguarsi allo schema terapeutico Aneddoto : Ricordo un paziente che faceva il suo stesso trattamento, ha ottenuto ottimi risultati Comando incastrato: Chi ha seguito questa terapia correttamente ha avuto ottimi risultati Lettura del pensiero : Lei si starà sicuramente chiedendo se la terapia è efficace: assolutamente sì! Lettura del pensiero : Vedo già che si sente meglio Cancellazione : Dall’ultima visita la trovo molto migliorato Cancellazione : Mi dicono che la cura sia molto efficace Nominalizzazione : Trarrà sicuramente beneficio dalla terapia impostata La parte di teoria è abbastanza semplice, ma poi è l'abilità del medico a scegliere la frase adeguata a qullo specifico paziente in quel particolare momento







