Felice 2018
Siamo arrivati al nuovo anno: un anno nuovo nuovo, ricco di speranze e aspettative.

Siamo arrivati al nuovo anno: un anno nuovo nuovo, ricco di speranze e aspettative.
Tutti sogniamo il nuovo anno, fantastichiamo di speranze, facciamo promesse a noi stessi.
Basteranno pochi giorni, o pochi mesi, per farci ricadere nella routine. Cerco quindi lo spirito del nuovo anno, per farlo durare a lungo, possibilmente per tutto l’anno.
Ho qualche aspettativa, ma quelle vorrei tacitarle: la vita mi ha insegnato a prendere ciò che arriva e trarne, comunque, il meglio, indipendentemente dal fatto che ciò che arriva sia un obiettivo che si realizza o qualcosa da imparare.
Lo spirito del nuovo anno è il costruire, realizzare i cambiamenti che desideriamo, senza limitarci ad attenderli, è il senso del possibile, che non ha nulla a che vedere col pensiero positivo, ma solo con quel realismo che porta ad aggiustare le vele per navigare gestendo il mare e il vento della vita.
Vorrei, con estrema semplicità, augurare a tutti felicità, amore, denaro e gioia per il 2018, ma ho troppi amici con problemi … un augurio così mi sembra più semplicistico che semplice.
Ciò che auguro,
quindi, con tutto il cuore, la pancia e la testa, è di riuscire ad aggiustare sempre e comunque le vele, godendo appieno di ogni momento di felicità, anche piccolissimo, ma sempre significativo, e di saper vivere, imparando, anche piangendo, se necessario, ma vivere con la piena sicurezza di poter affrontare qualunque evento.
Ce la posso fare! E se ogni tanto dovessi cadere, posso sempre trovare qualcuno che si sdraia a terra con me a guardare le stelle.
Felice 2018!

Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.






