Controcorrente: voglio solo lamentarmi!

Stop alle lamentele!

Uno dei consigli pratici della scienza della felicità è STOP alle lamentele.

La ragione è intuitiva, ma con solide basi scientifiche.

È vero, ci credo. Cum grano salis.

Chi si lamenta sempre non risulta tanto simpatico: spesso cerchiamo di evitarlo.

La continua lamentela fa sì che ci si concentri sempre e assolutamente su problemi e aspetti negativi: il mondo assume rapidamente le fattezze dei paesaggi desertificati che abbiamo visto in tanti film fantasy.

Lamentarsi fa male, non serve, non piace a chi deve ascoltare le lamentele.

Il mio forte istinto di ribellione si pone due problemi.

  • Viviamo in un mondo in cui bisogna, assolutamente, essere persone di successo, deve andare tutto bene, dobbiamo essere fighi, vincenti. Eppure tutti abbiamo problemi, spesso gravi, difficoltà, ansia… Vuol dire non parlarne, mai, con nessuno?
  • Il nostro mondo è povero di ascolto e la chiara condanna alla lamentela autorizza i malcapitati semi-ascoltatori a non fare alcuno sforzo per comprendere, ma limitarsi, molto semplicemente, a dare consigli non richiesti per risolvere la vita di qualcun altro, sentendosi bravi, anche se loro stessi hanno gravi problemi irrisolti.

Come sempre sostengo non c’è un lato giusto e uno sbagliato.

Personalmente apprezzo la frase, di cui non ho l’autore, A volte non hai bisogno di qualcuno che ti alzi da terra, ma di qualcuno che si sdrai al tuo fianco fino a quando non sarai in grado di alzarti. 

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Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.
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