Comunicare, persuadere e gestire
Comunicare, persuadere e gestire: tre diversi obiettivi nella relazione medico - paziente su cui fare chiarezza

L’obiettivo principale del medico è curare, guarire, sradicare la malattia: tutto ovvio, ma tutt’altro che semplice. Ora che si parla sempre più di medicina complessa, sistemica, centrata sul paziente, oggi che il meccanismo semplicistico patologia – diagnosi – farmaco – guarigione viene riconosciuto come inadeguato in molti casi, il medico ha bisogno anche di rivedere i suoi obiettivi nell’ambito della relazione medico – paziente.
Sia la corretta diagnosi sia l’efficace terapia sono spesso insufficienti per patologie complesse, croniche, invalidanti, quando è indispensabile la piena partecipazione del paziente: è indispensabile un obiettivo che guidi la relazione con il paziente.
La comunicazione che il medico instaura con il paziente può essere guidata da finalizzazioni ben diverse tra loro, che richiedo dunque tecniche diverse.
Comunicare equivale principalmente al farsi capire pienamente.
È sempre indispensabile,
ma è sufficiente principalmente nelle patologie acute o comunque risolvibili con una semplice terapia. Lo scopo del medico è fornire le informazioni e le indicazioni in maniera pienamente comprensibile e “indelebile”, cioè facilmente memorizzabile.
- La conoscenza, e l’applicazione, della tecnica di PNL nota come filtri sensoriali è generalmente la più veloce da apprendere e la più utile da impiegare.
Patologie e terapie più complesse richiedono al medico capacità di persuasione, cioè di convincere il paziente a seguire non solo la terapia, ma anche cambiamenti dello stile di vita.
- Anche in questo caso le tecniche di comunicazione vengono in soccorso: la conoscenza, e l’impiego, del Milton model è importante, trattandosi della base di ogni linguaggio persuasivo.
Esistono poi condizioni in cui anche il persuadere non è sufficiente.
Si tratta di tutte quelle condizioni in cui il paziente deve partecipare attivamente alla terapia, contribuendo con variazioni dello stile di vita, estrema attenzione alle variazioni del suo stato, modificando persino il suo modo di essere e di pensare, come avviene nelle patologie più gravi, croniche, invalidanti, dove la comprensione di quanto avviene nell’organismo e lo stato d’animo del paziente sono indispensabili per l’intervento medico. In questo caso non basta né comunicare né persuadere: il paziente va gestito, deve essere pienamente coinvolto, e al medico servono tecniche di gestione che vanno dalla comprensione propria di una relazione di aiuto alla negoziazione.
- Come e cosa imparare? La tecnica degli stili sociali è potenzialmente un potente alleato, così come le tecniche di coaching e di counselling.

Con il termine Milton Model si indica un particolare uso del linguaggio, un vero e proprio modello descritto da Milton Erickson, uno psichiatra considerato il padre dell’ipnosi moderna a scopo terapeutico, nonché il più grande esperto di Ipnoterapia di tutti i tempi. Erickson utilizzava specifiche forme linguistiche la cui conoscenza è particolarmente utile in ogni occasione della vita nella quale si desidera essere convincenti o si voglia difendersi dai meccanismi occulti della pubblicità ed essere consapevoli delle manipolazioni, nostre ed altrui, che orientano le decisioni. Sostanzialmente il Milton Model consiste nell’essere abilmente vaghi: in pratica ci si esprime in modo che chi ascolta possa rintracciare nelle frasi di chi parla qualcosa che lo coinvolge e lo riguarda direttamente, anche se chi parla sa molto poco dell’interlocutore e si limita ad applicare il ricalco e ad usare forme linguistiche studiate ad hoc. Tra le varie tecniche studiate, il Milton Model è quello che più si presta alla manipolazione, se condotto da persone prive di scrupoli, e nella vita quotidiana è spesso possibile rintracciare forme derivanti dal Milton Model nei discorsi dei politici o nelle campagne pubblicitarie. Rimando ad altre sedi per la spiegazione teorica del Milton Model. Ciò che oggi vorrei raccontarvi è come alcune frasi, prese dallo schema del Milton model, possono essere utili per supportare quei pazienti che vediamo dubbiosi, indecisi, demotivati, delusi. Capita spesso che il paziente non esprima dubbi e perplessità al medico, ma venga poi a “sfogarsi” in farmacia. In questi casi non possiamo né entrare nel merito della terapia, né fornire alternative, ma non possiamo neanche liquidarli dicendo “ faccia quello che le ha detto il medico ”. E allora la soluzione sta proprio in frasi vaghe, ma incoraggianti, che possono quasi sembrare banali, ma di cui molte ricerche hanno comprovato l’efficacia. Basta davvero poco per aiutarli a recuperare fiducia nelle terapie prescritte dal medico! Ecco alcuni esempi e la definizione tecnica del tipo di frase suggerita Collegamento temporale: Mentre prosegue la terapia farmacologica, cambia anche lo stile di vita Progressione : Più segue la terapia, più risulterà facile adeguarsi allo schema terapeutico Aneddoto : Ricordo un cliente che faceva il suo stesso trattamento, ha ottenuto ottimi risultati Comando incastrato: Chi ha seguito questa terapia correttamente ha avuto ottimi risultat i Lettura del pensiero: Lei si starà sicuramente chiedendo se la terapia è efficace: assolutamente sì ! Lettura del pensiero: Vedo già che si sente meglio Cancellazione : Dall’ultima visita la trovo molto migliorato Cancellazione : Mi dicono che la cura sia molto efficace Nominalizzazione : Trarrà sicuramente beneficio dalla terapia imposta ta

Con il termine Milton Model si indica un particolare uso del linguaggio, un vero e proprio modello descritto da Milton Erickson, uno psichiatra considerato il padre dell’ipnosi moderna a scopo terapeutico, nonché il più grande esperto di Ipnoterapia di tutti i tempi. Erickson utilizzava specifiche forme linguistiche, spesso in forma di domanda, la cui conoscenza è particolarmente utile in ogni occasione della vita nella quale si desidera essere convincenti o si voglia difendersi dai meccanismi occulti della pubblicità ed essere consapevoli delle manipolazioni, nostre ed altrui, che orientano le decisioni. Sostanzialmente il Milton Model consiste nell’essere abilmente vaghi: in pratica ci si esprime in modo che chi ascolta possa rintracciare nelle frasi di chi parla qualcosa che lo coinvolge e lo riguarda direttamente, anche se chi parla sa molto poco dell’interlocutore e si limita ad applicare il ricalco e ad usare forme linguistiche studiate ad hoc. Tra le varie tecniche studiate, il Milton Model è quello che più si presta alla manipolazione, se condotto da persone prive di scrupoli, e nella vita quotidiana è spesso possibile rintracciare forme derivanti dal Milton Model nei discorsi dei politici o nelle campagne pubblicitarie. Rimando ad altre sedi per la spiegazione teorica del Milton Model. Ciò che oggi vorrei raccontarvi è come alcune frasi, prese dallo schema del Milton model, possono essere utili per supportare quei pazienti che vediamo dubbiosi, indecisi, demotivati, delusi. Capita spesso che il paziente, pur non esprimendo dubbi o perplessità in maniera chiara, si mostri dubbioso, o sia chiaramente bisognoso di incoraggiamento. E allora la soluzione sta proprio in frasi vaghe, ma incoraggianti, che possono quasi sembrare banali, ma di cui molte ricerche hanno comprovato l’efficacia. Collegamento temporale: Mentre prosegue la terapia farmacologica, cambia anche lo stile di vita Progressione : Più segue la terapia, più risulterà facile adeguarsi allo schema terapeutico Aneddoto : Ricordo un paziente che faceva il suo stesso trattamento, ha ottenuto ottimi risultati Comando incastrato: Chi ha seguito questa terapia correttamente ha avuto ottimi risultati Lettura del pensiero : Lei si starà sicuramente chiedendo se la terapia è efficace: assolutamente sì! Lettura del pensiero : Vedo già che si sente meglio Cancellazione : Dall’ultima visita la trovo molto migliorato Cancellazione : Mi dicono che la cura sia molto efficace Nominalizzazione : Trarrà sicuramente beneficio dalla terapia impostata La parte di teoria è abbastanza semplice, ma poi è l'abilità del medico a scegliere la frase adeguata a qullo specifico paziente in quel particolare momento







