Buon Natale 2022

Anche quest’anno… i miei auguri di Natale

Da ben oltre 3000 anni il mondo festeggia il 25 dicembre. Possiamo risalire alla nascita di Mitra, alla festa romana del Sol Invictus, e al Natale cristiano.

Forse, e vorrei crederlo, anche prima si festeggiava il 25 dicembre, magari non la data esatta, un giorno prima o dopo non fa differenza. Voglio pensare che sia una di quelle date che, come le emozioni, fanno parte dell’umanità, da sempre e per sempre.

Perché qualcosa accomuna Mitra, il Sol invictus, Gesù e la data del 25 dicembre: la speranza.

Seguendo la ciclicità del tempo, le giornate cominciano ad allungarsi: trionfo della luce sul buio, promessa di primavera dopo l’inverno.

Ciò che auguro per questo Natale è la speranza, non quella specifica, e spesso vana, di una vincita al lotto, ma quella concreta ed eterna: la speranza fatta di fiducia, in Dio, nell’universo, nel mondo, nell’essere umano nostro fratello.

E un augurio speciale di speranza a tutte le donne del mondo che stanno lottando per la libertà.

E a questo aggiungo l’augurio di realizzazione di quella promessa che ricordo, da bambina, associata al Presepe: Pace in terra agli uomini di buona volontà.

Ma forse qui il problema è che la buona volontà dobbiamo mettercela noi uomini, e siamo un po’ scarsini.

Buon Natale 2022!

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Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.
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