Referente interno o esterno - Test
Dai più importanza a come ti valuti da solo o a come ti valutano gli altri?

In un post nella sezione Teoria
abbiamo esaminato il significato del metaprogramma Il metaprogramma Referente interno o esterno
e nelle pagine dedicate ai singoli professionisti vediamo il suo utilizzo pratico nell'ambito professionale. È ora il momento di piccolo test
per identificare se siete orientati a dare importanza al vostro referente interno o ad un referente esterno.
Questo metaprogramma determina uno dei fattori di motivazione, ed è generalmente uno dei più influenzati dal contesto. Ad esempio è frequente che abbiamo un referente esterno sul lavoro, e interno in famiglia, o esterno nella famiglia di origine ed interno in ambito professionale …
Per questo nel fare il test pensa ad un ambito ben preciso e poi, se vuoi, rifallo pensando ad un ambito diverso.
Conoscere e riconoscere se usiamo più frequentemente il referente interno o esterno da può essere utile per comprendere come funzioniamo, ma anche per cambiare alcuni nostri meccanismi qualora lo riteniamo opportuno.
Come fare il test
Scegli, velocemente, per ogni situazione indicata nella prima colonna, quanto ti rappresentano i due estremi delle risposte.
Per quanto molto semplice, questo test fornisce alcune indicazioni preliminari. Se le tue risposte sono sempre indirizzate sui numeri bassi tendi ad essere orientato sul metaprogramma referente interno, se invece sono sui numeri alti tendi ad usare il metaprogramma referente esterno.
Ovviamente questo test è solo un gioco, una prima indicazione.
Per finire ricorda che nessuno è mai al 100% in una categoria!

Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.






