Opinioni o Fatti
Distinguere i fatti dalle opinioni: una fase importante dell'ascolto attivo

Storia
Dottore, non sto assolutamente bene, nonostante la cura che mi ha dato. Dormo male, e di notte sudo moltissimo: mi sveglio sempre con la maglia fradicia. E sì che non fa particolarmente caldo in casa: il termostato è fisso a 19 gradi. Mi sento sempre agitato, nervoso. Bevo solo un caffè al giorno.
Sobbalzo ad ogni rumore improvviso. Mangio poco, ho poca fame. Come mi aveva consigliato, ho eliminato il tè e la coca cola. E bevo solo un bicchiere di vino ai pasti. Ma continuo a non digerire. Ieri ho mangiato solo una bistecca ai ferri con l’insalata, e non ho digerito. Sicuramente non ho preso freddo. Ne sono sicuro. Ero vestito pesante e in ufficio fa sempre troppo caldo.
Domande
Non preoccupatevi minimamente del significato clinico – diagnostico di ciò che viene detto!! Si tratta di un esempio che, dal punto di vista medico, è totalmente assurdo.
- Distinguete i fatti raccontati dalle opinioni espresse.
Risposta
Distinguete i fatti raccontati dalle opinioni espresse.
Distinguere i fatti dalle opinioni è parte integrante dell’ascolto attivo, una tecnica che permette la miglior gestione possibile di un dialogo.
Uno dei metodi quasi infallibili per separare fatti e opinioni è quello di immaginare di fare una foto (o un disegno) di quanto descritto: se l’idea di fare una foto a quanto il paziente sta raccontando vi sembra assurda, allora sta esprimendo un’opinione.
In genere i fatti sono connotati da un contributo razionale, mentre le opinioni hanno un aspetto emotivo importante. E i fatti sono preponderanti nella definizione della diagnosi, mentre delle opinioni va tenuto debito conto per le definizione della terapia.

Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.







