Le metafore

Uso delle metafore

Storia
OK ragazzi, oggi spiego grammatica.
NOOOOO!
Sì, invece. Cominciamo dalle metafore. Una metafore è la sostituzione di un termine con un altro meno specifico, ma più immaginativo.
E chi se ne frega … si sentì dal fondo della classe, sommesso, ma perfettamente udibile
Domande
  • Cosa potrebbe rispondere il professore? Studiare le metafore serve anche in comunicazione? E perché?
Risposta
Cosa potrebbe rispondere il professore? Studiare le metafore serve anche in comunicazione? E perché?
Assolutamente sì, studiare le metafore è molto utile in comunicazione.
Per amore di precisione, dobbiamo dire che nelle tecniche di comunicazione e di coaching serve usare le metafore, ma per usarle bisogna costruirle, e per saperle costruire bisogna sapere cosa sono.
La metafora costruisce un ponte tra conscio e inconscio. Come tale la metafora è utile in molte situazioni:
  • per comprendere o far un concetto ostico
  • per trasformare un’informazione recepita in maniera razionale in qualcosa facente parte della nostra vita
  • per convincere qualcuno 
Le metafore e il linguaggio metaforico vengono anche utilizzati per trovare la soluzione di problemi complessi. Infatti se non si riesce a trovare la soluzione ad un problema, o la strategia di azione da seguire, ci si può riferire a situazioni anche completamente diverse e, attraverso metafore, trovare un meccanismo di pensiero affine.
È stato anche dimostrato che l’abitudine ad usare e costruire metafore sviluppa sia l’intelligenza adduttiva che l’intelligenza deduttiva.

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Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.
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