Istruzioni per rendersi infelici

Paul Watzlawick – Istruzioni per rendersi infelici - Feltrinelli

Lo so, non si tratta di un libro recente. È stato pubblicato da Feltrinelli negli anni ’80, e fortunatamente ogni tanto viene ristampato. 
È già presente in molte librerie familiari, ma trattandosi di un libro di piccole dimensioni potrebbe essersi rifugiato in un angolo. 

Se non l’avete ancora letto, godetevi la scoperta, oppure rileggetelo: lo merita. Soprattutto se siete in uno di quei periodi in cui, senza motivi oggettivi o speciali, vi sentite giù di morale. 
Sono circa 100 pagine, ed è quindi leggibile anche da chi pensa di non avere il tempo per aprire un libro. E poi, una volta iniziato, lo si divora. E si ride!!

A volte si ride degli altri, quando vengono descritti comportamenti che riconosciamo nei nostri amici, altre volte si ride un po’ a denti stretti, quando siamo costretti a riconoscere che lo schema descritto è proprio il nostro. 

Watzlawick ci prende in giro: non noi in particolare, ma noi in quanto esseri umani. Troviamo ironia, sarcasmo, e soprattutto una profonda conoscenza dei comportamenti umani e dei meccanismi della comunicazione
Watzlawick ci fornisce un’affascinante descrizione di ciò che facciamo quotidianamente, ma anche di cosa siamo in grado di fare quando diventiamo dei professionisti e dei perfezionisti nel crearci la nostra personale infelicità. Inutile nasconderselo: ogni tanto lo facciamo tutti! Per questo un ironico richiamo, letto e riletto, può solo farci bene.

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Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.
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