Il nuovo direttore

Cosa sono gli obiettivi?

La Storia
Andrea è diventato da poco direttore nella farmacia dove lavorava, che fa parte di un importante gruppo. 
Quando gli hanno affidato la farmacia, i suoi capi si sono raccomandati sia per il conseguimento dei risultati che per la gestione del personale. Ora ha un incontro con i quattro farmacisti che lavorano con lui.
Allora, dobbiamo fissare gli obiettivi. L’Azienda ci ha dato un obiettivo globale della farmacia, basato sull’incremento di fatturato, ma come sapete ciascuno di voi avrà degli obiettivi individuali. Quindi nei prossimi giorni avremo un incontro con ciascuno, separatamente. Se per voi va bene, propongo di farlo durante l’intervallo del pranzo, tanto nessuno di noi va a casa a mangiare. 
Anna, ultima arrivata in termini di tempo, che proviene da un’altra farmacia, chiede la parola:
Ma perché non lo facciamo tutti insieme? Noi, nell’altra farmacia, facevamo così. Tanto, alla fine quello che conta è l’obiettivo di fatturato della farmacia nel suo complesso. 
Domande
  • Secondo voi, Anna ha ragione?
  • Se foste Andrea, cosa avreste risposto?
Risposte
Secondo voi, Anna ha ragione?
Anna ha torto. Gli obiettivi devono essere personali. Se, come in questo caso, deve esserci spirito di squadra e lavoro in team, esiste un obiettivo comune definito, l’obiettivo comune viene declinato e personalizzato.
Se foste Andrea, cosa avreste risposto?
No, Anna, non sono d’accordo. L’obiettivo comune sul fatturato è una specie di cappello, di premessa, ma ciascuno deve avere obiettivi personali e personalizzati perché il contributo che ciascuno può e deve dare al fatturato è unico, personale. Io so che in questa farmacia il gruppo è compatto, e le persone lavorano bene insieme, ma questo avviene perché ciascuno fa la propria parte. 

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Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.
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