Felice 2015!
I miei auguri per l'anno nuovo

Auguro di saper sorridere, apprezzando le infinite piccole cose felici che ogni giorno ci circondano.
Auguro di saper ridere, trovando motivi di gioia e risorse di autoironia
Auguro di lasciar andare i ricordi tristi e abbracciare i ricordi felici: abbiamo entrambe, e sta a noi stabilire il peso che vogliamo abbiano nella nostra vita
Auguro di saper ascoltare. Ascoltare il mondo, ascoltare noi stessi e ascoltare gli altri.
Auguro di saper essere generosi e altruisti. Non per sacrificio, piaggeria o senso del dovere, ma per comprendere e godere appieno della bellezza del donare e della gioia del perdono.
Auguro di non fare mai confronti con gli altri: ciascuno ha dolori che non conoscete o risorse che non immaginate.
Auguro di migliorare se stessi ogni giorno
Vi auguro di percorrere la vostra strada nella vita. È una strada unica, solo vostra, talvolta impervia, talvolta scorrevole. Voi non sapete perché è così, ma la vita lo sa. Comprende gioia, sofferenze, lezioni da apprendere e talvolta insegnamenti da trasmettere. Accogliete la vostra strada e siatene partecipi: forse non vi porterà dove, oggi, volete andare, ma vi condurrà dove dovrete essere. Approfittate del percorso per accumulare consapevolezza, non benefit, e distribuite costantemente gioia.
Infine vi auguro di essere costantemente partecipi della vostra vita perché nessun augurio, neanche il più magico e potente, può alcunché senza la nostra volontaria partecipazione a realizzare quell’augurio o quel desiderio.

Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.






