Feedback e livelli logici - Esercizio
Per dare un feedback senza offendere nessuno ci si può far guidare dai livelli logici descritti dalla PNL.

Letteralmente dare un feedback
significa esprimere un commento, un’opinione su qualcosa fatta da altri. Esistono regole ben precise per i feedback, definite in ambito lavorativo. Ma in realtà se ci si attiene alle regole anche nella vita quotidiana, con amici, figli, compagni di vita, si rischia meno di offendere e si ottengono generalmente dialoghi più aperti e risultati migliori.
Il modo migliore per spiegare almeno una delle regole basilari del feedback è conoscere i livelli logici, descritti dalla PNL, e mostrati in figura. Un buon feedback, non offensivo, si rivolge ai primi livelli: ambiente
e comportamento, e non va a toccare o commentare il livelli superiori, soprattutto non si rivolge mai al livello valori, identità
o vision.
Rimando ad altri post su questo sito, o si corsi on line, per avere le informazioni sui diversi livelli e vi invito ora a fare l’esercizio.
Immaginate ora un vostro collaboratore che sta gestendo il magazzino, o vostro figlio a cui avete chiesto mi mettere in ordine la camera, o uno studente che vi presenta il compito fatto o, ancora, la segretaria che tiene l'archivio. E, onestamente, trovate una gran confusione. Vi elencherò sette possibili commenti, che dovrete far combaciare ai sette diversi livelli logici. Poi, ovviamente, trovate la risposta al termine del post.
- Sei veramente un gran pasticcione!
- Speri che non veda gli errori in questa confusione?
- Sistema le cose in maniera più ordinata
- Abbi rispetto per chi lavora con te e metti in ordine!
- Se non riesci ad essere più ordinato, nessuno vorrà lavorare con te!
- Ma non sei capace di mettere in ordine?
- Metti un po’ d’ordine nella stanza
Sei veramente un gran pasticcione!
= Identità
Speri che non veda gli errori in questa confusione?
= Convinzioni
Sistema le cose in maniera più ordinata
= Comportamento
Abbi rispetto per chi lavora con te e metti in ordine!
= Valori
Se non riesci ad essere più ordinato, nessuno vorrà lavorare con te!
= Vision
Ma non sei capace di mettere in ordine?
= Capacità
Metti un po’ d’ordine nella stanza
= Ambiente.

Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.






