Cercare ciò che manca, o riscoprire ciò che abbiamo?
Mi piace iniziare con questo post, di qualche mese fa, su un argomento importante

Quando si intraprende la strada del ben-essere
e della crescita personale
si comincia a leggere e frequentare corsi.
Io ho cominciato tanti anni fa, iniziando con la Psicodinamica
in un, ormai lontano, 1989 – 1990. Poi sono arrivati la PNL, il coaching, e tanti altri esperimenti e percorsi personali.
Ora cerco di rendere fruibile a tutti ciò che ho imparato
con siti web, articoli, corsi on line e corsi in aula.
E ogni volta che elaboro qualcosa mi chiedo se, davvero, sarà utile. Il dubbio vale soprattutto per i corsi in aula, dove il tempo è sempre tiranno, e la selezione degli argomenti e degli esercizi è rigorosa.
A volte c’è la voglia di strafare, di lanciare troppi messaggi in poco tempo.
A volte c’è il dubbio di aver detto troppo poco …
Per questo oggi sono felice: uno dei partecipanti all’ultimo corso in aula mi ha scritto.
Mi ha scritto per dirmi che, in poco più di due settimane, ha già ottenuto benefici e miglioramenti. Mi ha scritto per raccontarmi.
E mi sono accorta che il più grande beneficio l’ha ottenuto dal concetto più semplice: una piccola
visualizzazione.
Perché è profondamente vero: i grandi esperimenti, gli esercizi complessi, le tecniche acquisite ai master, sono poca cosa rispetto alla rivoluzione ottenibile con i primi esperimenti, i concetti base, i primi esercizi di visualizzazione... La curiosità e l’amore per le novità sono utili, ma mai dimenticare ciò che abbiamo già.

Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.






