Aiutami ad aiutare Percorso insieme al Caregiver

Percorsi insieme – dalla diagnosi alla felicità Un percorso di mentoring e coaching dedicato al caregiver, a familiari e amici del paziente 

Essere caregiver, familiare o amico, di chi ha ricevuto una diagnosi antipatica è una difficile esperienza in cui è indispensabile trovare spazio ed equilibrio per due elementi che, talvolta, sembrano contrastanti: dare supporto e aiuto al malato e gestire la propria, difficile, esperienza.

È tempo di esplorare le soluzioni.

Tutti i percorsi nascono dalla mia esperienza e si sono sviluppati attraverso confronti, messe a punto, esperienze in aula di presentazione e discussione.

Questo, in particolare, è stato elaborato attingendo dalle mie esperienze con malattie gravi di persone che amo moltissimo e, in parte, ripercorrendo il mio vissuto di alcuni lutti. Ho “aggiunto” le mie esperienze come caregiver, con mio padre prima e con mio marito ora. Tutto questo mi sembrava un po’ troppo soggettivo, anche se avevo studiato parecchio e integrato con quanto appreso in diversi corsi sulla relazione di aiuto, e quindi mi sono confrontata con alcune persone che hanno o hanno avuto esperienze di caregiver.

Il percorso

Aiutami ad aiutare percorre le tappe fondamentali:

  • Il mondo da ricostruire: rielaborare il proprio mondo
  • Le relazioni che cambiano:
  • supportare il paziente nella visita medica e nelle terapie
  • comprendere i cambiamenti e ridefinire la relazione con il paziente
  • trovare le risorse per aiutare
  • La gestione dell’esperienza:
  • Il Viaggio dell’eroe, esaminando insieme il percorso e gli archetipi
  • identificare le tappe che sta vivendo il paziente e come supportarlo al meglio
  • gestire il tuo viaggio trasformando la tua esperienza in risorsa

Il percorso prevede 16 incontri, compreso il primo incontro esplorativo gratuito che serve a te per capire se vuoi procedere, e a me per capire se ti posso aiutare e come.

Ogni incontro dura circa 1 ora e si svolge via skype.

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Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.
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