50 sfumature … di emozioni
Un esercizio che potete fare anche con gli amici, e anche con i bambini

Provate a sfogliare un vocabolario di italiano, o un dizionario di sinonimi, alla ricerca di termini che esprimano emozioni: potete trovarne alcune migliaia. Ciascuno di noi, invece, usa pochissimi termini, limitandosi a definire le proprie emozioni spesso in maniera grossolana. Eppure anche FB sta ampliando sempre più la possibilità di esprimere sfumature relative allo stato emotivo …
Ci sono anche emozioni che neghiamo di provare, che rifiutiamo di riconoscere poiché le riteniamo scorrette e non ci piace ammettere di sperimentarle, come la rabbia, l’invidia, il rancore, la paura …
Peccato, perché riconoscere con precisione le nostre emozioni ci permette di conoscere noi stessi, ma ci consente anche di gestirle, di essere noi a guidare e non loro a tenere il timone della nostra vita, di acquisire quella capacità di padronanza personale, di resilienza, di intelligenza emotiva, che fanno di noi persone migliori con una vita migliore.
Ecco quindi l’esercizio che potete anche fare quotidianamente. O, se siete genitori o insegnanti di scuola materna o di scuola primaria, potete farlo anche con i bambini.
- Concedetevi qualche minuto.
- Indicate, scrivendo, o facendo parlare i bambini, l’emozione di quel momento.
- Partite dalle emozioni base, per intenderci quelle del bellissimo film Inside out: Rabbia, Paura, Disgusto, Tristezza e Gioia.
- Ora si tratta di approfondire, sia spiegando il perché dell’emozione sia cercando vocaboli che aiutino a comprendere meglio l’emozione, attraverso sinonimi e ulteriori identificazioni.
- Se, dopo qualche settimana, vi accorgete che, ad esempio, usate sempre le stesse espressioni e citate sempre la stessa emozione potete chiedervi (o chiedere) se avete mai provato uno dei sentimenti negletti, e quando, e perché.
Con i più piccini, ma vi assicuro che serve e funziona anche con gli adulti, potete usare i pupazzetti di inside out o altre figure simboliche, come gli emoticon stampati su cartoncini.
Buon lavoro!

Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.






