Richieste di salute ieri e oggi
Viviamo in tempi di complessità e contraddizioni, anche in ambito salute.

In un tempo lontano, in cui però molti di noi erano già nati, la salute era l’assenza di malattie. Ora il termine salute ha molte più similitudini con il benessere.
Persino le malattie sembrano essere diventate più complesse, e molti sono i pazienti affetti da qualche patologia costante che svolgono comunque normali attività, con più o meno difficoltà.
Molti problemi di salute sono complessi e variegati.
È difficile definire, ad esempio, il dolore muscolo scheletrico come una malattia, visto che coinvolge problematiche complesse e diverse. E se il tumore può essere facilmente chiamato patologia, il paziente oncologico, passato il periodo acuto (operazione, chemioterapia, radioterapia) riacquista la salute, ma rimane un paziente oncologico.
Tutti sono consapevoli, anche se pochi sanno davvero, dell’importanza dell’alimentazione o del potenziale degli integratori alimentari, dei fitoterapici, dei dermocosmetici, per il benessere. Il web e l’automedicazione imperano, talvolta anche per motivazioni economiche, e spesso il medico non sa e non viene informato su quali prodotti che influiscono sulla salute assume il paziente: ben pochi raccontano dei non farmaci che prendono.
Si impone una visione e una gestione sistemica da parte del medico, una piena collaborazione con gli specialisti e tra specialisti e con il farmacista, che mantiene un ruolo di riferimento.
Molto si sta facendo, molto sta cambiando. Avremo un futuro forse difficile, ma interessante.

Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.






