Hai un desiderio?

Sfatiamo alcuni luoghi comuni del mondo degli affari

Quando si parla di business si dà importanza particolare ad alcuni elementi, e ogni scuola o teoria afferma che uno degli elementi sia il più importante.

Così le domande principali sono

  • Hai un obiettivo?
  • Hai una strategia?
  • Hai un piano?

Sono sicuramente tutti fattori fondamentali per il successo negli affari.

A questi si aggiungono l’elenco delle competenze, delle soft skills, dei talenti…


Insomma, se guardiamo a tutto diventa quasi inevitabile pensare che, soprattutto, per avere successo… ci vuole c**o!

Perché se un pensa di avere tutti, ma proprio tutti, i requisiti e gli strumenti è quasi arrivato all’età della pensione. Se, invece, è consapevole che su qualcosa non è proprio al massimo, diventa insicuro, incerto, rischia di procrastinare.


Vorrei però porre l’accento su una domanda che, secondo me, può risolvere tanti dubbi:

  • hai un desiderio?

Un desiderio vero, di quelli per cui sei disposto a impegnarti, a metterti in gioco, qualcosa che suscita passione.


Un desiderio non è un obiettivo, ma smuove e guida gli obiettivi.

Se il desiderio è potente gli obiettivi saranno allineati alla soddisfazione, e quindi equilibrati con il benessere, l’obiettivo esprimerà in termini concreti qualcosa che migliora la qualità di vita e non solo gli aspetti, ad esempio, economici.

Il desiderio attiva verso il traguardo, facilitando il raggiungimento.

E se il desiderio è profondo e potente anche l’impegno per definire obiettivi, strategia, per fare un piano, diventa molto meno faticoso!

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Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.
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