Felice Anno Nuovo 2019
I miei auguri di Buon Anno

Mi sono accaparrata tutti gli oroscopi possibili: dicono che nel 2019 il mio segno zodiacale, il Sagittario, godrà i benefici della fortuna. Leggo però, anche, che sarà ancora un anno di barriere e di frontiere, un anno in cui termina un ciclo, un anno complicato da liti e contrasti.
Ricordo a tutti che, anche storicamente, i muri non servono:
la muraglia cinese fu superata, il muro di Berlino abbattuto. Auguro di scoprire che è più efficace costruire ponti piuttosto che muri, segnalando anche che, in caso di necessità, è più facile difendere un ponte che un muro.
Mi ritrovo, mio malgrado, in un mondo dove dominano le torri,
simboli di arroganza e dominazioni personali, dove pochi ambiscono guardare i molti dall’alto.
E io auguro a tutti di scoprire il fascino del costruire cattedrali, dove tutti insieme collaborano alla bellezza e alla gloria del Dio.
Auguro a chi gode nell’odiare di svegliarsi un mattino, anche solo per poche ore, trasformato in qualcuno che sa amare, e scoprire la differenza.
Auguro ai fanatici di sperimentare la dolcezza del dubbio.
Auguro ai bulli, a chi mente e si costruisce false Verità a proprio personale vantaggio…
no, è meglio che non dica cosa auguro.
Auguro a chi, giorno per giorno, si sforza di essere sincero, onesto, attento agli altri, a chi regala rispetto a tutti, a chi lotta con le proprie difficoltà e non con il suo prossimo, di trovare sempre la forza per farlo, il coraggio per continuare. Auguro resilienza, e pace, e alberi da abbracciare.
Felice Anno nuovo!

Non so come si insegni la storia oggi. Ai miei tempi, parecchi anni fa, la storia era una favola affascinante, ricca di personaggi, o una sequela di date: dipendeva dall’insegnante. Ma era sempre nettamente separata dall’educazione civica (che, bisogna dirlo, era piuttosto trascurata e, quando l’insegnante si ricordava, consisteva solo nella lettura della Costituzione: meglio di niente, ma troppo poco per educare dei cittadini). Certo, l'educazione civica è lo studio delle forme di governo di una cittadinanza, con particolare attenzione al ruolo dei cittadini, alla gestione e al modo di operare dello Stato, quindi non deve necessariamente preoccuparsi di sviluppare cittadini educati, ma solo informati. Non so neanche se l’insegnamento si chiami ancora Storia ed Educazione civica. Però credo che, attraverso l’insegnamento della Storia, si possano formare le coscienze, e migliorare la qualità di vita di tutti. La vittoria di Pirro ne è un bell’esempio . Sicuramente è importante spiegare che Pirro, re dell’Epiro, sfidò Roma, invadendo l’Italia nel terzo secolo avanti Cristo. In una delle battaglie (quella finale) i romani persero, ma causando tante e tali perdite all’esercito di Pirro che questi fu costretto ad abbandonare la guerra. Si possono aggiungere le date, spiegare la strategia militare, i nomi dei generali romani, e tutto quanto è compreso nel testo di storia, funzionale all’età dello studente. Ma si può anche cogliere l’occasione per spiegare che la definizione di “vittoria di Pirro” è rimasta nei modi di dire per evidenziare come una vittoria può equivalere ad una sconfitta . E da qui spiegare che non esiste solo la dicotomia vittoria – sconfitta, che non è indispensabile vincere o perdere. Se c’è un contrasto, se ci sono diversi punti di vista o diversi obiettivi, si può vincere insieme. Grazie a Pirro diventa più semplice spiegare quanto sono vane alcune liti, e quanto invece si può guadagnare con una negoziazione . Attenzione! Negoziazione, e non compromesso! Quando la guerra è in atto, al massimo si raggiunge un compromesso. Ma prima che la battaglia si scateni, che la lite raggiunga l’apice, si può tendere alla negoziazione: comprensione dell’altro e delle sue priorità e scelta di un obiettivo comune. Impossibile? Difficile? Complesso! Ma quanto si vive meglio! Questo è quanto scrivevo alcuni anni fa. Oggi, mai come oggi, è fondamentale ricordare il concetto della vittoria di Pirro. Oggi si combatte per vittorie immediate, con battaglie basate fondamentalmente sulla forza. Oggi si dimentica quanto siamo interconnessi e quanto la apparente sconfitta di uno diventa, in poco tempo, la sconfitta di tutti. A me sembra che i contendenti di oggi, e uno in particolare, stia precipitando verso una vittoria di Pirro, con gravi danni per tutti.






